
la soddisfazione della vetta, il divertimento di una lunga discesa in neve fresca
Siamo saliti diverse volte al rifugio Albani ma venerdì scorso, quasi senza programmarlo, abbiamo raggiunto la vetta del monte Ferrantino, una delle cime che divide la Val Seriana (più precisamente la tributaria Valzurio) dalla Val di Scalve. Si è trattato di una ciaspolata fantastica con una neve splendida, coronata dal raggiungimento della vetta posta a poco più di 2300 metri di altitudine.
Una grande soddisfazione, ma attenzione: la cima è un po' complicata da raggiungere. Come raccontiamo qui: https://www.ciaspole.net/itinerari1/lombardia/ciaspole-albani.htm per la salita al rifugio Albani si segue l'andamento del sentiero estivo 403, avendo cura di procedere guidati dalle indicazioni scialpinistiche che rendono la salita invernale più agevole.
La neve si è presentata intorno ai 1200 metri di altitudine e ha richiesto, inizialmente, i soli ramponcini. Oltre il bosco, però, a circa 1500 metri, abbiamo preferito calzare le ciaspole sia per evitare di averne il peso sulle spalle, sia per poterci spostare liberamente tra la traccia più battuta e la neve fresca. Superate le casette dei minatori e il rifugio Albani, l'obiettivo è diventato il passo dello Scagnello, ai piedi della Cima Verde. Vi si arriva deviando dalla pista che unisce il rifugio Albani allo Chalet dell'Aquila, risalendo per dossi innevati.
Sempre tra i dossi, su neve più dura per effetto del lavorìo del vento, abbiamo infine raggiunto lo Chalet dell'Aquila (si poteva rimanere sulla pista delle motoslitte, ma sarebbe stato molto meno romantico). Lo Chalet si trova all'arrivo della seggiovia, ma è comunque un luogo incantevole per ammirare la Presolana e il Ferrante, oltre al Redorta e al Coca che chiudono l'orizzonte a nord-ovest già da metà salita.
Proprio allo Chalet dell'Aquila abbiamo deciso di tentare la salita al monte Ferrantino: venti minuti di ascesa con alcuni passaggi impegnativi vista la pendenza del versante. Un paio di inversioni sono state più ostiche di altre ma alla fine, grazie anche alla ramponatura delle ciaspole Tubbs Flex RDG, abbiamo conquistato la vetta.
La discesa lungo la via di salita è stata divertentissima: i tagli in neve fresca hanno reso indimenticabile questa classica ciaspolata orobica.
Un'ultima raccomandazione: non guastate la traccia scialpinistica!