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Trappole euristiche

Siete più pecora, più lupo o più cavallo!? Quando si va in montagna è bene non essere nessuno di questi! Esatto, perché tre animali identificano tre tra le numerose trappole euristiche dello scialpinista e, conseguentemente, del ciaspolatore.

Il lupo, colui che è animato da un'eccessiva voglia di arrivare, o al contrario il cavallo, che vuole rientrare al più presto a tutti i costi: atteggiamenti sbagliati che minano la capacità di scegliere il comportamento migliore. Così come l'eccesso di familiarità - la tendenza a ritenere innocui i tracciati più conosciuti - o l'effetto gregge per cui percorrere una traccia battuta da tanti sembra mettere al riparo da cattive sorprese.

Riproponiamo un pezzo curato da Aineva e sempre attuale.

La più classica, si diceva, è la trappola della FAMILIARITA’, ovvero quella sensazione di sicurezza e “over-confidence” che può caratterizzare chi si approccia ad un percorso che ha seguito svariate volte. Ovviamente l’esperienza è una virtù ma non deve portare a trascurare la variabilità delle condizioni oggettive che, soprattutto in inverno, cambiano ogni giorno. L’obiettivo è evitare che la perfetta conoscenza di un itinerario porti a sminuire la presenza di pericoli potenziali, sforzandosi di analizzare il contesto come se lo si affrontasse per la prima volta!

Altrettanto pericoloso è l’ECCESSO DI DETERMINAZIONE che può portare ad accanirsi su un percorso trascurando i segnali negativi. E’ tipico in chi, ad esempio, ha pochi giorni a disposizione (settimana bianca) o vuole sfruttare condizioni particolari (neve fresca, un lungo viaggio apposta per effettuare il percorso). Il “lupo” prende il sopravvento in chi desidera a tutti i costi arrivare in vetta, meglio se per primo, trascinando con sè il gruppo. Il “cavallo” si impadronisce di chi invece smania per il rientro alla base.

CONSENSO SOCIALE: l’adozione di comportamenti a rischio può riguardare chi vuole affermarsi all’interno di un gruppo specie se composto da donne sulle quali fare colpo per spregiudicatezza o coraggio.

SCARSITA’ ED EUFORIA si possono collegare all’ECCESSO DI DETERMINAZIONE ed alla sindrome del lupo perché portano a sottovalutare i pericoli oggettivi pur di arrivare in vetta o di godersi l’escursione tanto desiderata (la scarsità di occasioni utili correlata all’euforia di avere una.. chance per portare a termine un’escursione desiderata).

EFFETTO GREGGE. Riguarda chi si affida ciecamente ad un “esperto” evitando di valutare criticamente le condizioni cui va incontro e, magari, sollevare qualche dubbio nella mente del più esperto del gruppo. La persona che conduce il gruppo non deve essere semplicemente la persona più allenata e che più conosce la montagna, deve anche avere le giuste conoscenze  ma anche la capacità di mettere in discussione le proprie idee.
Tipico comportamento da gregge è anche quello di chi segue le tracce altrui dando per scontato che nulla accadrà perché… “son già passati altri”.

COMPETITIVITA’ SOCIALE La mancanza di un esperto affermato o la compresenza di più esperti può spingere a “duelli” molto pericolosi per la sicurezza dell’escursione, nessuno vorrà apparire come il più timoroso, rinunciando così alla prudenza.
Un bagno di umiltà e la condivisione delle decisioni sono il nodo cruciale per superare questa trappola.

APPRENDIMENTO NEGATIVO L’auspicio è quello di non trovarsi mai nella situazione di provocare una valanga o vederne una provocata da altri.  Dal momento che si fa di tutto per non trovarsi in tale situazione è ovviamente difficile costruirsi un apprendimento positivo generato sull’esperienza.

Leggete di più al link: https://www.aineva.it/wp-content/uploads/Pubblicazioni/Rivista66/nv66_1.pdf da cui abbiamo tratto la tabella evidenziata sopra (clic, apre un pop-up)

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