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Zallinger, ai piedi del Sassopiatto (scorri la gallery!)
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Oltre il rifugio Molignon, verso passo Duron
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Sassolungo e Sassopiatto dal rifugio Molignon
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Dal rifugio Molignon verso le montagne omonime
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Il Sassopiatto dai dintorni del rifugio Molignon
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Sassolungo e Sassopiatto, dall'Alpe di Siusi
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Una baita isolata e le Odle sullo sfondo
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Sciliar e Punta Santner
Alto Adige - Sud Tirol

Alpe di Siusi

IN BREVE
Partenza: Compatsch, 1750 mslm
Arrivo: rifugio Molignon (2054 mslm), baita Zallinger (2037 mslm, con risalita dai 1741 mslm di Tirler) oppure passo Duron (2168 mslm) ed eventualmente rifugio Alpe di Tires (2440 mslm)
Tempo di percorrenza: 2h per il rifugio Molignon, 40' per la discesa a Tirler, 1h per la risalita a Zallinger. Da Molignon a passo Duron circa 40' e ulteriori 50' per il rifugio Alpe di Tires.
Difficoltà e pericoli: sostanzialmente nessuno muovendosi verso il rifugio Molignon e Zallinger. Leggere le precisazioni sotto se invece si decide di estendere la passeggiata al passo Duron ed al rifugio Alpe di Tires.
Con i bambini risulterà molto piacevole abbinare ciaspole e slittino: più divertente e soleggiato il tratto Compatsch - Molignon con discesa in slittino a Saltria e rientro in bus. Durante il tragitto i bambini, trasportabili in zaino o marsupio, potranno anche provare a camminare sulla neve e magari provare le prime ciaspole, dato che la neve è facile e battuta. Frequenti, poi, le occasioni per fermarsi e buttarsi in neve fresca anche e soprattutto una volta raggiunto il rifugio Molignon.
Se si vuole provare la salita a Zallinger, più immersa nel bosco, è meglio partire da Saltria e Tirler altrimenti risulta troppo lunga.


L'Alpe di Siusi è un luogo straordinario dove, fortunatamente, l'edilizia selvaggia è stata fermata sul nascere e dove, nonostante la presenza di numerose piste ed impianti di risalita, l'invadenza dello sci alpino è meno fastidiosa che altrove. Anche durante l'estate, infatti, passeggiare per i pendii ed i prati dell'Alpe non significa osservare brulle distese di erba contrassegnate da canaline di scolo, tubi arancioni e quant'altro si pone al servizio dell'impiantistica da sci e che guasta irrimediabilmente altri luoghi.
Le opportunità per muoversi ciaspole ai piedi sull'Alpe sono diverse, di vario impegno ma di eguale soddisfazione.

La più completa ed impegnativa delle possibilità è rappresentata da un ampio percorso circolare che parte ed arriva a Compatsch, località sede della funivia che raggiunge l'Alpe dal paese di Siusi. Attenzione: solo chi ha l'albergo in quota, solo gli autorizzati possono salire in auto - e comunque con rigidi orari - fino all'Alpe. E' quindi consueto iniziare la ciaspolata dopo aver preso la funivia da Siusi all'Alpe.
Compatsch, e più precisamente dall'uscita della funivia da Siusi, si attraversa il piccolo abitato seguendo la discesa asfaltata fino ad un incrocio, sede del capolinea di alcuni autobus e presidiato da un'ampia cartina e svariate indicazioni escursionistiche. Seguendo il segnavia 7 ci si porta in direzione del versante meridionale dell'Alpe iniziando a ciaspolare in direzione della Punta d'Oro, di Panorama e del rifugio Molignon.
Il primo tratto segue una strada di servizio ad alcune malghe ed  è asfaltato: lo si può evitare tagliando un paio di tornanti in neve fresca e ritornando su questa strada dove la stradina sarà caratterizzata dalla presenza di neve battuta. L'intero percorso, infatti, si svolge su neve battuta ed è quindi possibile evitare le ciaspole: non averle, però, impedirà di disegnare divertenti varianti alla ricerca di divertimento o scorci fotografici più interessanti!
Il rifugio Molignon è la prima importante tappa intermedia: superati i prati di Laurin, in leggera discesa, vi si arriva dopo aver ciaspolato in un vivace saliscendi per circa due ore. Il panorama è inizialmente caratterizzato dal monumentale profilo dello Sciliar mentre successivamente la vista si dedica alla contemplazione delle pareti del Sassolungo e del Sassopiatto, vicini, e delle lontane Odle. Giunti al rifugio lo sguardo cattura l'imponente sagoma del Molignon che nasconde alle sue spalle la mole del Catinaccio di Antermoia.
Giunti al rifugio, s'impone una scelta: rientrare sui propri passi oppure estendere la propria ciaspolata.
In questo secondo caso si scende fino ai dintorni della baita Tirler, senza raggiungerla, per ora. Ci si dedica invece alla impegnativa risalita alla malga Zallinger, località fiabesca, ai piedi del Sassopiatto e caratterizzata da una romantica chiesetta.
La nuova discesa alla Tirler può essere facilitata da una bella slittinata (costo del noleggio: 5 euro presso malga Zallinger).
Da Tirler si può rientrare al punto di partenza sfruttando gli autobus in partenza dalla vicina Saltria oppure seguendo le indicazioni per Compatsch e prestando attenzione ai vari e numerosi bivi, comunque sempre ben segnalati. Il rientro dalla Tirler richiede almeno un'ulteriore ora e mezza: valutare dunque i tempi in particolare a dicembre e gennaio, quando le tenebre incombono già verso le 17.
Ultima discesa in funivia: ore 18 (verificare il dato sul sito delle Funivie o in loco).

Varianti:
- si può scendere in slittino dal rifugio Molignon a Tirler (noleggio presso il rifugio), senza estendere la camminata a malga Zallinger
- giunti al rifugio Molignon si può puntare il passo Duron e magari il rifugio Alpe di Tires (chiuso in inverno). Questa estensione richiede competenza nella valutazione della neve, passo fermo e capacità di orientamento. Lasciato alle spalle il rifugio si prosegue verso sud tenendo a sinistra un baito ed a destra una staccionata. In breve si costeggia un dolce pianoro sulla sinistra mentre sulla destra corrono alcuni tralicci telefonici di servizio al rifugio Alpe di Tires (riferimento poco romantico ma utile). Circa cinque minuti dopo il rifugio la traccia scende verso un profondo avvallamento e poi risale verso est portandosi nei dintorni del passo Duron. Resta qui da decidere se guadagnare subito il passo e portarsi sulla traccia per il rifugio Alpe di Tires sull'altro versante oppure cambiare direzione e puntare nuovamente verso i tralicci telefonici ed il pendio che scende dai Denti di Terrarossa. Si tratta di un passaggio più difficile da descrivere che da affrontare nella pratica ma che deve comunque essere valutato con attenzione in funzione della neve.
Una volta raggiunta la traccia per il rifugio Alpe di Tires (nuovamente costeggiata dai pali del telefono) si affronterà un tratto non troppo lungo ma caratterizzato da pendenze crescenti fino agli ultimi metri nei quali si supererà un tratto abbastanza ripido e da affrontare con cura. Il rifugio Alpe di Tires, posto in una conca dolomitica dal fascino incredibile, ripagherà di ogni fatica. La traccia è battuta più che altro da numerosi scialpinisti che però solitamente non raggiungono il rifugio svoltando poco prima verso i Denti di Terrarossa.

Con i bambini il giro completo è forse troppo lungo ed impegnativo. Si può comunque salire all'Alpe e... improvvisare! Tentare di arrivare al rifugio Molignon, fermarsi per poi rientrare ... oppure semplicemente girovagare cercando neve fresca in cui giocare!

SUL WEB
E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
Qualche link per iniziare ad esplorare l'Alpe di Siusi.
- pedalate sull'Alpe;
- foto informazioni curiosità;
- passeggiate in montagna.

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