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Nevicate imperiose negli ultimi anni...
Emilia Romagna

Ai Prati della Burraia

A cura di Dallo scarpone alle ciaspole! - da cui sono tratti testo e fotografie ed a cui si rimanda per eventuali dettagli ulteriori. 
Verificare con guide in loco la situazione dei tracciati e la loro eventuale pericolosità.

Lasciata la macchina all'Eremo di Camaldoli, e dopo una doverosa visita effettuata in rigoroso silenzio, ci siamo avviate lungo il sentiero 68 che parte accanto all’eremo e sale subito con una pendenza piuttosto accentuata: grazie all'alzatacco della ciaspola, però, è meno faticoso.
La salita avviene all'interno di una maestosa abetaia bianca che ci accompagnerà fino al bivio del sentiero 00 che proviene da Prato la Penna e in 2 km perviene sul sentiero di crinale a quota 1320 mslm.
Incrociato il sentiero 00, inizia il lungo percorso di crinale, immersi in una faggeta che nelle giornate di sole regala a tratti superbe aperture sopratutto sulla zona di Poggio agli Scali che è stata tutelata come zona di pregio ambientale: si può rimanere solo nei pressi della staccionata di confine per non compromettere la crescita della flora locale.
Da qui nelle giornate di cielo limpido è possibile godere di un fantastico panorama che spazia fino alle spiagge romagnole: più vicino si nota la diga di Ridracoli. Lungo il cammino si tralasciano diversi bivi, il primo dei quali porta alla Foresta della Lama, attraverso il Gioghetto, mentre dopo il Prato al Soglio, sulla destra si trova uno stradello non segnalato che scende nel regno incantato e magico della Riserva Integrale di Sasso Fratino dove accedere è assolutamente proibito.
Il sentiero alterna tratti in piano e salite la cui pendenza però non è mai accentuata; il cammino quindi non è mai faticoso e, con tutta la neve che c’era, la fatica e' stata stemperata dai magici scenari degni quasi della Lapponia.
Poco prima di arrivare a Poggio agli Scali sulla sinistra si trova il bivio che sale da Gaviserri e da qui non ci sono altri accessi anche perche sulla destra si costeggia la Riserva di Sasso Fratino, impenetrabile pure nei panorami: vi e' una sola apertura, una specie di baratro dopo poco il Poggio.
Dopo il Poggio, le salite sono finite, ci si dedica ad un più tranquillo saliscendi lungo la faggeta interrotta da tratti in abetaia e dopo la Buca delle Fate - zona di massi erratici - il cammino si svolge su un falsopiano fino al passo della Calla.
Dal passo si proseguue sullo 00 verso il monte Falco, sulla destra e in lieve ascesa tra faggi si perviene dopo circa trenta minuti ai Prati della Burraia dove sulla dx in basso appare il rifugio, la nostra meta.
A dire il vero, proseguendo in circa un’ora si arriva al Monte Falco e da qui al Falerona, oppure si può percorrere il sentiero del Lupo verso Pian Cancelli....
… e chi ne ha piu ne metta...scenari come quelli che ci regala il nostro Appennino Tosco Romagnolo … ce ne sono pochi.....

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