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Bondeno (scorri la gallery!)
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Gualdera, aggrappato ad una roccia
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La chiesetta di Bondeno
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A Bondeno
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Benvenuti a Bondeno
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Bondeno in una limpida giornata di sole
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Un caratteristico roccolo tra Mottala e Gualdera
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Le indicazioni per le escursioni invernali
Lombardia

A Bondeno con le ciaspole

IN BREVE
Partenza: Frasciscio, 1300 mslm (parcheggio indicato oltre la chiesa)
Arrivo: Bondeno, 1645 mslm circa
Difficoltà e pericoli: sostanzialmente nessuno fino a Bondeno.
Ideale anche con i bambini vista la brevità e la facilità dell'uscita. Attenzione proprio nei dintorni della meta, a Bondeno. Il pendio tra la chiesa ed il primo nucleo di baite è abbastanza ripido, meglio rimanere un po' distanti. Indicazioni abbastanza frequenti.
Nota: le fotografie (escluse le due di Roberto Moiola) sono state scattate durante una giornata soleggiata ma caratterizzata da un forte anticiclone di matrice africana che, oltre all'umidità, ha trascinato con sé un antiestetico pulviscolo che non solo ha alterato i colori del cielo ma ha anche elevato i valori di polveri sottili registrati dalle centraline di tutta la montagna lombarda (23/2/2021).

Partendo dalla soleggiata Fraciscio, in poco più di un'ora si arriva a Bondeno, antico nucleo di baite affacciato sulla valle di San Giacomo Filippo o valle Spluga, circa seicento metri a monte di Campodolcino, capoluogo comunale.
Si parte dunque dal centro di Fraciscio e lasciatisi alle spalle la chiesa ed il bar Genzianella, si procede oltre un negozio di alimentari lungo via dei Fanghi. Si scende per diverse decine di metri fin dove la strada asfaltata termina: si prosegue sulla neve superando un paio di ponti sul torrente Rabbiosa.
In questi primi momenti si perde quota portandosi fin quasi sulla strada asfaltata che da Fraciscio conduce a Mottala e Gualdera, antichi nuclei rurali oggi ristrutturati e diventati seconde case o piccoli alberghi. Non si arriva sull'asfalto perché appena prima si incontrano le indicazioni per il "cammino sulla neve" che guideranno tra boschi e radure appunto attraverso Mottala e Gualdera, guadagnando quota senza grandi pendenze. Affascinante l'antico nucleo di Gualdera, aggrappato attorno ad una rupe. Le pendenze, fin qui agevoli, si fanno più severe dopo Gualdera e Palù: ma è una fatica breve perché la tortuosa traccia forestale raggiunge Bondeno in circa quaranta minuti si raggiunge Bondeno. Da non perdere un passaggio alla vicina chiesetta, affiancata da qualche altra piccola baita. 
In discesa, individuata la traccia principale, ci si può dedicare a veloci tagli nel bosco che consentono di divertirsi e scendere più rapidamente, ciaspole ai piedi!

Clicca per aprire la mappa Kompass, da usare esclusivamente come riferimento. I percorsi invernali differiscono spesso da quelli estivi e vanno adattati alle condizioni oggettive (le mappe Kompass abitualmente indicano in azzurro la traccia invernale).
 

Interessante leggere anche quanto pubblicato su http://www.campodolcino.eu/ e disponibile all'indirizzo http://www.campodolcino.eu/it/la-valchiavenna-in-inverno/Bondeno-con-le-ciaspole.html
Testo a cura di Enrico Minotti e Roberto Moiola (Clickalps.com)

Percorrendo nel corso degli anni gli innumerevoli sentieri che la valle Spluga offre agli escursionisti, sono giunto alla conclusione che questa è una valle per intenditori dal fine palato.
L’avveduto viandante, alla ricerca di ampi orizzonti e di qualche momento di riflessione lontano dai frastuoni della città, avrà l’opportunità di camminare in ambienti solitari quanto affascinanti, immerso nei silenzi di una natura ancora incontaminata.
Dalle impegnative vie in alta quota ai più elementari sentieri, sempre fra suggestivi scorci panoramici potrà esplorare in tutte le stagioni, utilizzando le fide pedule o le ciaspole, le numerose valli laterali che compongono il bacino della stupenda valle Spluga. Una piccola splendida perla, fra le tante disponibili, è la facile escursione invernale che da Fraciscio conduce all’abitato di Bondeno e all’omonimo motto panoramico posto sul lato orientale della valle.
La gita ha inizio dal comodo parcheggio nella caratteristica piazza di Fraciscio, raggiungibile lasciando la SS36 all’altezza della chiesa di Campodolcino, appena prima del ponte sul torrente Rabbiosa. Lasciata l’auto, una stradetta di fronte alla chiesa ci invita in discesa verso il negozio di alimentari che lasceremo alla nostra destra e poi verso un lavatoio recentemente ristrutturato. Seguiamo l’evidente traccia che adduce al fondo della valle e a due ponticelli sulla Rabbiosa, quindi ci dirigiamo a sud in leggera salita, costeggiando e attraversando un bel bosco di larici, sino a raggiungere le case di Mottala. Poco oltre, se non coperto completamente dalla neve, occhieggia il laghetto della “Palü del fen”, antica torbiera interratasi nel tempo e ora riportata alla precedente condizione con un estetico laghetto. Incrociamo qui la strada proveniente da Campodolcino, percorribile in inverno sino a Gualdera.  Nel periodo estivo la stessa prosegue divenendo “consortile” sino a Bondeno. Eventuali permessi sono disponibili presso il ristorante Montanina o il Miramonti di Gualdera.
Raggiunta la bella piana di Gualdera, la attraversiamo e sempre in direzione sud imbocchiamo la “consortile” per Bondeno.
Consiglio a chi fosse dotato di una minima capacità di orientamento di evitare la comodità della strada e di salire per dossi, così da assaporare la sensazione di “montagna” che il silenzio, il magnifico bosco di larici e la neve scintillante, ci trasmettono. L’orizzonte, prima nascosto dai larici, lentamente si apre sull’ampio e assolato dosso ove sorge Bondeno di dentro. L’alpe, ancora abitata nel periodo estivo, è costituita da bellissime baite interamente in pietra, alcune delle quali ben ristrutturate, nel pieno rispetto della tradizione ed esempio di un patrimonio rurale da conservare a tutti i costi.
Proseguiamo raggiungendo in breve Bondeno di mezzo, la cui singolare chiesetta risalente al 1805 e dedicata a San Giacomo il Maggiore, è ulteriore testimonianza della grande fede religiosa che caratterizza nei secoli la popolazione valtellinese e trova espressione in una incredibile quantità di chiesette, cappelle, immagini sacre, edificate anche ad alte quote. Risaliamo ora un bel dosso che adduce alle baite di Bondeno di fuori, in un ambiente molto rilassante, godendoci senza preoccupazioni l’aria tersa, il tepore del sole, ma soprattutto la strepitosa vista offerta a occidente dal gruppo delle Camoscere e a nord-ovest dalle più alte cime della valle, dal pizzo Quadro al pizzo Tambò. Con un ultimo sforzo, attraversando una pineta guadagniamo il panoramico Motto di Bondeno, prestando però attenzione all’evidente canalone sul versante est del Calcagnolo che periodicamente scarica gli accumuli di neve in eccesso. A est, immersa nella neve, l’idilliaca visione dell’alpe Avero, sovrastata dal pizzo Alto, e a sud la Valchiavenna, il monte Legnone e le cime dell’alto Lario.
Il rientro è per la stessa via, variando a piacere il percorso alla ricerca di nuovi ed ameni panorami.


SUL WEB
E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
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