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Il panorama dal passo Branchino (scorri la gallery!)
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Pizzo Arera da contrada Babes (Valcanale di Ardesio)
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Cima del Fop da contrada Babes (Valcanale di Ardesio)
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Poco oltre il rifugio Alpe Corte, si affaccia la Presolana
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Corno Branchino
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Baite di Neel ai piedi del Corno Branchino
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Verso il rifugio Lago Branchino
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Nei dintorni del rifugio Lago Branchino
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Sagome sul passo Branchino
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Dal rifugio al passo Branchino
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Panorama verso sud dal passo Branchino
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Ampi orizzonti verso sud ovest, fino alle Alpi svizzere (Tashorn e Dom) 
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Tracce di ciaspolatori e scialpinisti
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Dalle baite di Neel, verso la Presolana
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Corno Branchino
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Salendo, al cospetto del Corno Branchino
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Il rifugio Alpe Corte e, sullo sfondo, la Presolana
Lombardia

Passo Branchino

IN BREVE
Partenza: Babes (Valcanale di Ardesio), 1000 metri di quota, leggermente variabili a seconda dei punti di partenza descritti
Arrivo: passo Branchino, 1821 mslm
Tempo di percorrenza: in salita, 50' per il rifugio Alpe Corte, 2h00' per il passo Branchino
Difficoltà e pericoli: fino al rifugio Alpe Corte il pericolo può risiedere in tratti ghiacciati anche non immediatamente visibili, tra il rifugio e le baite di Neel itinerario sostanzialmente sicuro. Oltre e fino al passo, possibili scariche spontanee dopo recenti intense nevicate. Verificare la situazione con i gestori del rifugio Alpe Corte, aperto anche in inverno (informazioni sull'apertura e sui percorsi: 0346/35090

Poco dopo Ardesio, sulla destra orografica del Serio si apre una profonda vallata solcata dal torrente Acqualina. Si prende rapidamente quota con una serie di tornanti e si raggiunge Valcanale, principale nucleo abitato della valle. Poco oltre, in località Babes, si trovano due parcheggi, uno gratuito sulla destra ed uno, poco più avanti, a pagamento sulla sinistra, oltre il laghetto. Si potrebbe, volendo, proseguire oltre e parcheggiare dove termina la strada, ma in inverno il transito risulta essere sovente vietato agli autoveicoli non autorizzati. Le pendenze di tale tratto, inoltre, sono più elevate e, in caso di ghiaccio, transitare in auto potrebbe essere pericoloso.

Si parte dunque da Babes, a poco più di mille metri di quota, dominati a sud dalle imponenti moli del pizzo Arera e della Cima del Fop: partire di buon mattino può regalare lo spettacolo dell'alba su queste pareti innevate! Si supera il laghetto di Valcanale e si procede per qualche centinaio di metri su asfalto fino a dove la strada termina: qui si inizia a salire su un impegnativo tracciato forestale che alterna tratti sterrati a passaggi in cemento o acciottolato (segnavia 210). In condizioni di scarso innevamento, purtroppo probabili data l'altitudine relativamente modesta, la principale insidia di questo tratto potrebbe essere il ghiaccio. Rigagnoli, ruscelli e torrenti, infatti, caratterizzano questo passaggio e quindi è facile incappare in qualche tratto ghiacciato. E' bene, quindi, non scordare di portare con sè i preziosi ramponcini.

Poco prima di raggiungere il rifugio Alpe Corte (a 1410 mslm) le pendenze, fin qui significative, lasciano spazio ad un tratto più facile: si può valutare se prendere direttamente il sentiero 218 per il lago, il rifugio ed il passo Branchino o passare, invece, dal rifugio Alpe Corte che è aperto anche in inverno (weekend e festività).

Passato il rifugio Alpe Corte si procede lungo il 220 fino a quando, poche decine di metri dopo il rifugio, si presenta un bivio: si prende la lieve discesa verso sinistra che porta a due facili guadi e poi alla baita Corte Bassa, un primo punto panoramico sulla mole del Pizzo Arera (1420 mslm).

Si attraversa la radura, si supera un nuovo facile guado (con cascatella accanto) e si inizia a salire con buona pendenza nel bosco di abeti. Si prende quota rapidamente, arrivando alle sparse baite di Neel (la più bassa è a 1559 metri di altitudine, la più alta, in estate, è adibita a spaccio di prodotti caseari). Questo alpeggio ha una storia interessante perché è stato oggetto di un intervento di recupero da parte di diversi enti locali: il bosco, infatti, stava per prendere il sopravvento sugli antichi pascoli ma si è deciso di mantenere la produttività di questa radura con interventi zootecnici volti a valorizzare essenze foraggere pregiate consentendo quindi una produzione casearia di nicchia ma qualitativamente elevata. Sulla radura domina il maestoso profilo del Corno Branchino, tozza elevazione che raggiunge i 2029 metri di altezza.

Dopo aver zigzagato lungo la radura innevata si ritorna a prendere quota con maggiore decisione, la vallata si restringe, le pareti del gruppo del Pizzo Arera, ad est, e del Corno Branchino, a ovest, si fanno sempre più incombenti. I tratti più ripidi consentono di raggiungere il rifugio Lago Branchino, d'inverno chiuso e spesso seminascosto dalla neve. E' bene non abbandonare le tracce e tenersi lontani dalle pareti occidentali dalle quali, dopo recenti ed abbondanti nevicate, possono venire scariche spontanee.

Il rifugio si può raggiungere ma la traccia verso il passo, al contrario, lo lascia 20-30 metri sulla destra, proseguendo invece alla base di un dosso e proseguendo verso sud. Un tratto pianeggiante costeggia il Lago Branchino (1784 mslm) ed anticipa l'ultimo breve strappo fino al passo Branchino (1821 mslm): il panorama è qui vasto verso sud ovest, spingendosi fino alle Alpi svizzere (Tashorn e Dom) ed è caratterizzato verso sud da morbide cunette innevate.

Un quadretto davvero suggestivo per una ciaspolata impegnativa ma non proibitiva. Si potrebbero, volendo, raggiungere le citate cunette con una ripida discesa ed un'altrettanto ripida risalita: questa estensione, nonostante le apparenze, impegnerà per più di un'ora.

La discesa avviene sulla traccia di salita con la possibilità, per i più esperti ed in condizioni di sicurezza, di disegnare divertenti tagli in neve fresca.

Clicca per visualizzare una mappa Kompass!
 

E per quando la neve non c'è?
Le vallate bergamasche si scoprono anche:
- pedalando sugli itinerari in bicicletta e mountain bike di www.cicloweb.net
- con la guida di www.cicloweb.net

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