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Ca' de Polli, Maslana (foto Giovanni Barbieri, scorri la gallery!)
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Piccinella, Maslana (foto di Giovanni Barbieri)
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Ca de' Sura, Maslana (foto di Giovanni Barbieri)
Lombardia

Maslana

A cura di Walter Agliati, autore del blog Dislivello Zero che ha raccontato questo itinerario in questa pagina: https://dislivellozero.blogspot.com/2020/12/la-magia-di-maslana-in-veste-invernale.html, un'utile guida ma anche diario di una giornata sulla neve con tutte le sue emozioni (15 dicembre 2020)!

IN BREVE
Partenza:  Pianlivere, frazione di Valbondione (970 m)
Dislivello: circa 250 m per l'anello così come descritto nel testo sovrastante che porta a visitare le quattro contrade di Maslana.
Durata: un paio d'ore per il giro ad anello, al netto delle soste fotografiche e panoramiche.
Note: le indicazioni di carattere storico in corsivo nel testo sono tratte dal sito www.maslana.it, ricco di altre informazioni che possono far apprezzare al meglio una escursione in questa zona. Nel borgo si trova il Rifugio Maslana "Goi del cà" che offre possibilità di ristoro e pernottamento.  Quasi sempre aperto, può essere contattato telefonando al n. 338/4228954. Altrimenti potete consultare la pagina Facebook (Rifugio Maslana Goi del Cà) nella quale, oltre alla descrizione delle specialità culinarie, è attivo un gruppo di persone che arricchiscono la pagina di belle immagini ed utili descrizioni di passeggiate nei dintorni.

In inverno le quattro contrade di Maslana assumono una dimensione magica, ovattata e distante dalle ansie e dalle frenesie quotidiane.  Una breve escursione in questa zona consente di tuffarsi in uno spazio senza tempo, dai ritmi antichi, per assaporare storie e ritrovare costumi che si credevano persi per sempre. 
Giunti alla frazione Pianlivere di Valbondione (970 mslm), poco prima del spiazzo sterrato funzionale alla teleferica dell'ENEL, si scende a sinistra, seguendo le indicazioni per l'albergo-ristorante "Il Melograno" fino a raggiungere una piazzola dove è possibile parcheggiare (spazio per 4/5 auto).   Le indicazioni per raggiungere Maslana sono, da subito, chiare ed evidenti.  Il sentiero CAI n. 332 attraversa il fiume Serio e sale con regolarità nel bosco ceduo portando, in circa 40 minuti, alle prime baite del borgo (1150 mslm).  In caso di nevicate abbondanti è possibile incontrare famiglie di stambecchi che scendono nel bosco in cerca di cibo e di ripari sgombri di neve. 
La prima contrada che si raggiunge è Ca' Polli, le cui abitazioni sono state ricostruite successivamente alla distruzione provocata da un furioso incendio avvenuto nel 1979. E' il borgo più esteso e punto di arrivo della teleferica gestita dai proprietari delle baite di Maslana, indispensabile strumento per portare in quota le merci necessarie alla vita di tutti i giorni. 
"Fra queste case, durante la costruzione della possente diga del Barbellino, venivano depositati anche gli esplosivi necessari ai lavori di demolizione della roccia per l'innesto delle strutture in cemento armato componenti l'invaso artificiale.   Gli esplosivi venivano trasportati, esclusivamente a spalla, lungo il sentiero che si inerpicava sino al sito di costruzione della diga.   Un'ora e mezzo a piedi per circa seicento metri di dislivello.   Molti portatori erano donne.   Per tre di queste, il 25 aprile 1919, la salita si è trasformata in tragedia.   Dopo essersi caricate sulle spalle le cassette di dinamite, Rosa, Dorotea e Margherita si erano inerpicate sul sentiero che porta al Barbellino.  Una delle tre inciampa, facendo esplodere la dinamite trasportata.    Una lapide le ricorda lungo il sentiero che, da Maslana, sale ai prati di Masù".
All'ingresso di Ca' Polli, il sentiero devia a destra e pianeggia lungo un prato da cui si intravedono le prime case della contrada Piccinella. Sulla sinistra incombono i contrafforti del Pizzo Coca e l'inconfondibile sagoma del Pinnacolo di Maslana (1854 mslm) che, proprio da questa prospettiva, offre il suo lato migliore. Per raggiungere Piccinella bisogna oltrepassare una valletta che, in caso di forti intemperie, si trasforma in una trappola molto pericolosa.
"E' chiamata "Vendòl", denominazione dialettale che, tradotta in italiano significa: "viene giù".  L'attraversamento della valletta è fortemente sconsigliato in caso di temporali intensi o di forti nevicate, che più volte, anche nel recente passato, hanno provocato piene improvvise ed imponenti valanghe. Il Vendòl (chiamato anche valle della Picinèla) parte dall'anticima del Pizzo Coca ad una quota di circa 2.780 metri.   Il dislivello di 1.600 metri fornisce a frane e valanghe una dirompenza frequente ed impressionante, facilitata anche dall'esposizione a sud della vallata stessa".
Dopo la contrada Piccinella si può proseguire brevemente per raggiungere, sulla sinistra, l'edificio più originale della zona: una baita costruita sotto un grosso masso erratico. Mentre, sulla destra, un antico ponticello attraversa il Serio per raccordarsi alla strada agro-silvo pastorale che sale all'osservatorio floro-faunistico di Maslana (1340 mslm).
Tornati sui nostri passi, dopo aver nuovamente attraversato il Vendòl, all'altezza di una fontana si tiene la destra per raggiungere l'unico edificio della Contrada Ca' Sura, la cui facciata è ornata da una bella ed originale meridiana che sfrutta l'esposizione a mezzogiorno dell'abitato.  
Proseguendo sulla traccia pianeggiante si arriva nei pressi della Contrada Caffi, composta da quattro fabbricati separati tra loro da uno stretto lastricato. "Da questa contrada diparte un sentiero che porta direttamente al rifugio Coca ed alle baite di Masù, un tempo utilizzate come alpeggio estivo.  I mandriani residenti nei dintorni percorrevano questa traccia salendo ogni mattina al Pian del Masone per ritornare la sera, coprendo gli oltre 500 metri di dislivello tutti i santi giorni da maggio ad ottobre!"
Nell'ultimo edificio della contrada viene allestito un piccolo e suggestivo presepe.  Sul retro del fabbricato prosegue una traccia chiamata "sentiero alto" che si tuffa nel bosco, dando modo di incrociare più volte un piano inclinato che, partendo da Pianlivere (negli immediati pressi dell'attuale albergo Melograno) raggiungeva il Pinnacolo.
"Su questo piano inclinato transitava una rudimentale funicolare, adibita al trasporto delle merci, delle attrezzature e del personale addetto alla costruzione della diga.   Pare che un viaggio sui vagoncini di questa funicolare fosse un'esperienza da brividi ed assolutamente sconsigliata a chi soffriva di vertigini. Sembra che i nuovi assunti venissero bendati prima di effettuare la prima discesa sul piano inclinato..."
A poca distanza dal parcheggio il sentiero alto si congiunge al sentiero basso già percorso all'andata, dando modo di chiudere un anello molto interessante, sia dal punto di vista storico-architettonico che da quello naturalistico.

Clicca per aprire la mappa del percorso (tavola 01 della  Carta Turistica-Escursionistica della Provincia di Bergamo. Si ringrazia per la concessione).


SUL WEB
E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
La Bergamasca si raggiunge cliccando questi link (aprono una nuova finestra del tuo browser):
- pedalate nella Bergamasca;
- guida turistica alle Orobie

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