











uno splendido altopiano si raggiunge dopo aver sfiorato storici villaggi
IN BREVE
Partenza: Campodolcino (area camping), 1070 mslm
Arrivo: San Sisto, 1760 mslm
Tempi di percorrenza: si possono stimare 80-90 minuti per Starleggia (tagliando dopo Ca de Luc) ed ulteriori venti-trenta minuti per arrivare a San Sisto lungo il sentiero. Se si procede lungo la strada, invece, Starleggia richiede più di un’ora e mezza e San Sisto almeno due ore e mezza.
Difficoltà e pericoli: pressoché nessuno fino a San Sisto, oltre è necessario valutare i pendii che si vanno ad affrontare o sotto i quali si ciaspola.
La salita da Campodolcino a Splughetta, Ca de Luc, Starleggia e San Sisto non è difficile.
E’ però un po’ monotona, dato che segue l’andamento della strada di servizio a queste frazioni che non viene sgombrata dalla neve durante la stagione invernale. Alla monotonia dell'inizio, però, fa da contraltare l'entusiasmante arrivo in un altopiano quasi fatato, cinto da alcuni Tremila e solcato da un sinuoso torrente. Non da meno è il fascino di Starleggia e Splughetta
La descrizione è quindi molto facile: dal parcheggio nei pressi del camping di Campodolcino (raggiungibile seguendo le indicazioni stradali per Starleggia) si prende a salire lungo la strada. In sei chilometri circa si arriva a Starleggia dopo esser passati per altri due piccoli villaggi, Splughetta e Ca de Luc. Sono piccoli centri abitati dalla storia antica ed oggi ristrutturati, dove si respira ancora l’aria del tempo che fu, quando erano abitati da taglialegna ed allevatori, mercanti e contadini. Ad esempio, su un muro di Splughetta si legge ancora l’insegna Osteria.
Si può abbandonare la strada dopo Ca de Luc per preferire, se la neve lo consente, un taglio tra i prati innevati che salgono verso Starleggia. Si riduce così di diverse centinaia di metri lo sviluppo dell’escursione: le pendenze, però, sono molto superiori.

(Starleggia)
In discesa questo taglio è quasi d’obbligo per divertirsi nella neve non battuta.
Starleggia è una località antica, utilizzata in passato come pascolo intermedio e importante per la sua posizione lungo una direttrice di commerci con la Mesolcina, in territorio elvetico, attraverso il passo di Barna.
In paese spicca per colori ed eleganza la chiesetta settecentesca dedicata a San Filippo Neri e alla Beata Vergine del Buon Consiglio.
Starleggia, come Splughetta, Ca de Luc e San Sisto, è oggi parzialmente abitata solo nel periodo estivo: fino al 1985, invece, qualche abitante restava qui tutto l'anno. I diversi borghi sono caratterizzati da piccoli edifici in pietra e/o in legno (i carden) tutti ricoperti con le tipiche lastre di pietra (piòte).
Tra Starleggia e San Sisto è consigliabile seguire la linea del sentiero estivo (presente la segnaletica), più breve e diretta, che si addentra nel bosco sopra Starleggia e sbuca sotto l’antica torre campanaria di San Sisto (XVI secolo), aprendo uno scenario invernale da favola.
E perché il campanile è così lontano dalla chiesetta? Fu costruito in una posizione così particolare affinché il suono delle campane giungesse il più lontano possibile in ogni direzione!
San Sisto si trova in un altopiano a circa 1760 metri di altitudine dominato da Pizzo Truzzo e Pizzo Quadro, punteggiato da isolate baite qua e là. E’ uno scenario da favola che non si vorrebbe abbandonare mai. E’ invitante proseguire oltre, ponendo attenzione ai pendii laterali ed al corso del torrente, anche senza meta obbligata, per apprezzare ogni scorcio di questa splendida quanto solitaria vallata. Oppure ci si può porre l’obiettivo delle baite di Morone, proprio ai piedi del Pizzo Quadro.
Qualora si facesse difficile individuare il sentiero estivo tra Starleggia e San Sisto, ad esempio in caso di recenti nevicate ed assenza di traccia, si può seguire la strada che, più lunga e meno pendente, raggiunge comunque San Sisto.
Il ritorno avviene sul percorso di salita.
Clicca per aprire la mappa Kompass, da usare esclusivamente come riferimento. I percorsi invernali differiscono spesso da quelli estivi e vanno adattati alle condizioni oggettive (le mappe Kompass abitualmente indicano in azzurro la traccia invernale).
SUL WEB
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